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CONTROSOFFITTI ACUSTICI | Italia

Per prestazione– Saperne di più sull’acustica

Spesso parlando di edifici e di controsoffitti si tende a fare riferimento alle "prestazioni acustiche" in generale. In realtà è necessario definire questo termine in maniera più precisa, indicando in particolare se si fa riferimento all' assorbimento acustico/ fonoassorbenza, alla riduzione del rumore sonoro o all'attenuazione acustica/isolamento acustico.
 
L'assorbimento acustico /fonoassorbenza (αw o Alpha w) è il processo per cui il pavimento, le pareti e i rivestimenti del soffitto di uno spazio chiuso contribuiscono all'assorbimento sonoro all'interno della stanza attraverso la riduzione della quantità di suono che essi riflettono. Se una stanza è piccola e ad ogni riflessione viene assorbita una grande quantità di suono, ne risulterà un ambiente più silenzioso ed un tempo di riverberazione inferiore. Al contrario se una stanza ha un volume maggiore e ad ogni riflessione viene assorbita una piccola quantità di suono, l'ambiente tenderà ad essere più rumoroso e ad avere un tempo di riverberazione più lungo. Pertanto i materiali fonoassorbenti influiscono sull'acustica all'interno di una stanza o di uno spazio chiuso.
 

Invece la riduzione del rumore si riferisce alla riduzione dell'energia sonora durante la sua trasmissione tra spazi adiacenti attraverso elementi comuni dell'edificio. La riduzione del rumore è determinata dalla massa e dallo spessore dell'elemento che trasmette il suono, oltre che dall'eventuale presenza di vuoti o crepe al suo interno o intorno ai suoi giunti perimetrali. Maggiore è il peso (lo spessore) dell'elemento, minore sarà il suono che si trasmette attraverso di esso: di conseguenza un elemento pesante avrà una maggiore capacità di riduzione del rumore. Tuttavia se sono presenti vuoti o crepe di dimensioni consistenti vi sarà una maggiore trasmissione acustica e la riduzione potenziale del suono sarà notevolmente compromessa. I controsoffitti costituiscono un caso a parte poiché la riduzione del rumore che generano può essere misurata utilizzando due metodiche completamente diverse, a seconda della posizione della sorgente sonora. L'indice di riduzione del rumore (R o Rw) misura il suono quando questo passa per una volta in verticale attraverso il soffitto, ad esempio nel caso in cui la sorgente sonora si trovi nell'intercapedine sopra al soffitto.
 

L'assorbimento acustico /attenuazione acustica (Dnc o Dncw) invece si utilizza quando la sorgente sonora si trova in un'area adiacente e il suono si trasmette in orizzontale per due volte attraverso il soffitto, mediante l'intercapedine comune.
 

È molto importante comprendere le differenze tra questi due sistemi di misurazione poiché utilizzandoli nelle prove si otterranno valori diversi per uno stesso tipo di soffitto.
 
Uno dei parametri più importanti per ottenere un'acustica ottimale è il tempo di riverberazione. Questo definisce il modo in cui i suoni in fase di smorzamento persistono in una stanza, quindi indica se la stanza ha un'acustica "viva" o "morta" e l'altezza percepita dei livelli acustici. Si tratta di un valore collegato al livello d'assorbimento acustico. Ogni stanza, a seconda delle dimensioni e del fatto che sia destinata principalmente al parlato o alla musica, avrà un range ottimale del tempo di riverberazione.
 
Ad esempio il tempo di riverberazione per il parlato non deve essere troppo lungo (0,8 secondi è un buon limite massimo), altrimenti i suoni successivi emessi dall'oratore si sovrapporranno e il discorso risulterà meno comprensibile. Se però il tempo è troppo breve (< 0,4 sec) lo spazio potrà sembrare "senza vita", "sordo": questo renderà molto difficile l'intelligibilità, soprattutto quando ci si rivolge ad un gruppo di persone poste ad una certa distanza, come avviene nei luoghi destinati all'insegnamento e nelle sale riunioni. Per un insegnante lavorare 5 o 6 ore al giorno in un ambiente simile può comportare senso di affaticamento, mal di gola e perdita dell'ispirazione.

Al contrario per le attività inerenti alla musica sono consigliabili tempi di riverberazione maggiori per ottenere una migliore fusione delle note e di conseguenza una maggiore pienezza dei toni. Se però il tempo di riverberazione è troppo lungo il suono ricevuto perderà chiarezza ed apparirà confuso; se invece è troppo breve il suono sembrerà asciutto, gli artisti appariranno lontani e l'atmosfera non risulterà calda e avvolgente.
 
Quindi per qualsiasi applicazione è necessario ottimizzare il tempo di riverberazione in modo che non sia ne troppo lungo ne troppo breve. Un livello d'assorbimento acustico/fonoassorbenza troppo elevato o troppo ridotto può risultare ugualmente deleterio quando le condizioni dell'ambiente richiederebbero prestazioni acustiche diverse!
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